Il Regno del ReRosso

Chi è il ReRosso?

Utente: rerosso
Nome: Roberto
Ateo. Di sinistra. Eterosessuale. Meridionale. Ho votato per il centrosinistra (il partito non ve lo dico, tié!), ma non ho nessuna intenzione di lasciare loro una delega in bianco. Per questo ho ideato il progetto "Delega non in bianco", che farà le pulci al futuro governo del paese... Amo il cinema, il rock anni '60, gli animali, il cibo sano delle mie parti. Odio l'intolleranza.

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giovedì, 30 giugno 2005

Ludwig

Nel 1997 la casa editrice L'Autore Libri di Firenze pubblicò il mio unico romanzo: Ludwig. Lo scrissi durante il mio primo anno di università, quando ero ancora iscritto a Informatica (corso di studi che abbandonai presto per dedicarmi alla letteratura portoghese). Per chi ha letto Dreams, è stato scritto fra Un piatto freddo e Buon riposo...

Ludwig parla di un giovane telepate biondo che fugge da alcuni potenti senza scrupoli che vogliono di sfuttare i suoi poteri paranormali per conquistare il mondo. La trama deve molto ai fumetti giapponesi (i nomi dei personaggi nipponici sono infatti tutti ispirati ad autori di manga), in particolare ad Akira di Katsuhiro Otomo cui il libro è dedicato (le altre dediche sono ad Azania, mia grande amica indiana, e Paola, mia inestimabile sorella). Il rapido susseguirsi di colpi di scena lo rende una lettura gradevole e avvincente, in particolare per lettori adolescenti.
A quanto ne so il libro è ormai introvabile, ma io ne posseggo molte copie. Chi fosse interessato può contattarmi, le vendo a prezzi scontatissimi...

Qui sotto vi riporto il primo capitolo del libro.

 

Tokyo, 14 Marzo 2003

Ludwig sedeva in un bar, solo. Il locale era ricalcato sul modello dei fast food americani degli anni ‘50, ed era quasi vuoto, nonostante fossero solo le undici di sera. Una Marilyn dagli occhi a mandorla sculettava tra i tavoli, prendendo ordinazioni e mettendo bene in mostra le forme siliconate. S’avvicinò al tavolo di Ludwig, forse attratta dal suo fascino biondo-europeo. Poggiò i gomiti sul tavolino, e i prosperosi seni si rivelarono quasi integralmente a Ludwig, che, senza scomporsi, la fissò dritto negli occhi.

- Da dove vieni, bello? Non sembri originario di queste parti.

- Sono tedesco.

Gli occhi finto-azzurri della cameriera espressero un vivace interesse.

- Prendi qualcosa, bel biondone?

- Una Diet-Coke.

- Sei uno di poche parole, pare... se vuoi posso darti qualche lezione di conversazione... e non solo!

Ludwig intensificò il suo sguardo. La ragazza sussultò e andò via senza altri commenti. Il tedesco era un uomo sulla trentina, dall’aspetto tipicamente Nord-Europeo: carnagione chiara, capelli biondi di media lunghezza, occhi azzurri, statura superiore alla media. Indossava una giacca scura, blue jeans e scarpe da tennis nere. La Coca arrivò quasi subito. La pseudo-Marilyn la posò davanti a lui e si allontanò in fretta, con un velo d’angoscia sul volto.

Un giapponese vestito di nero, con un paio d’occhiali scuri, entrò nel locale e si diresse verso Ludwig, che gli volgeva le spalle. Quando gli si avvicinò a circa due metri, il tedesco disse, senza voltarsi:

- Hai fatto tardi, Tetsuo Nishi.

L’altro si sedette, per nulla stupito di essere stato riconosciuto.

- Scusa, Ludwig... ho avuto dei contrattempi... ma li conoscerai già...

- No... dovresti sapere che preferisco non leggere il pensiero della gente! È una direttiva morale che mi sono autoimposto molto tempo fa. Parla!

- Ti stanno cercando, Ludwig. Sanno che sei qui a Tokyo. E sono in tanti. A parte l’Organizzazione Militare Clandestina, ti sono alle calcagna praticamente tutti gli eserciti del mondo, oltre alla CIA, al KGB, all’OLP, all’IRA, per non parlare dei...

- Basta, basta! Se nomini un’altra sigla, mi metto a vomitare. - Il tedesco batté il pugno sul tavolo - Perché non mi lasciano in pace? Non si rendono conto che non potranno mai averla vinta? Non si ricordano quello che è successo all’ultimo che mi ha puntato la pistola contro?

- Certo che se lo ricordano! - lo interruppe Tetsuo - È per questo che ti cercano! Fare esplodere la testa di un uomo con la forza del pensiero non è una cosa che si vede tutti i giorni!

- Lo dovevo fare! Mi avrebbe sparato! Gli ho letto le intenzioni nella sua mente con molta chiarezza!

- E perché poi? Non ti vogliono vivo?

- Non era uno di loro. Era solo un ladro alcolizzato. E mi aveva colto alla sprovvista.

La cameriera al silicone ritirò il bicchiere di Coca vuoto, badando bene a non avvicinarsi troppo al biondo.

- Io non voglio uccidere nessuno - riprese Ludwig - ma a volte sono obbligato ad essere violento. In condizioni normali avrei anche potuto modificare la mente di quel ladro in modo che non sparasse... ma ero carico di adrenalina, e in quello stato divento incontrollabile...

Tetsuo si mise una sigaretta in bocca e frugò nelle sue tasche in cerca di un accendino.

- Scusa se sono invadente... ma non mi hai mai detto come fai ad avere questi poteri... sono ereditari?

La sigaretta di Tetsuo si carbonizzò all’istante.

- Sì, sei stato troppo invadente.

rerosso ha vaneggiato alle 16:27 | link | commenti (5)
categorie: racconti
martedì, 21 giugno 2005

Tutte le donne del mondo

Per i pochi visitatori di questo blog, ecco qua il mio ultimo racconto. Qualcuno di voi lo avrà già letto (beata illusione...) perché è stato pubblicato dal buon Gianluca Lombardi su BariLab. Il titolo provvisorio (non molto significativo, a dir la verità) è Tutte le donne del mondo. A tale proposito, faccio un esperimento: se qualcuno dei quattro gatti che leggerà il racconto ha un'idea più originale e più calzante per il titolo, può postarla nei commenti. Se ci sarà qualche idea degna di questo nome, rinominerò il racconto.

Tutte le donne del mondo tratta un tema abbastanza noto e sviscerato da molti scrittori ben più noti e bravi di me. Certo che ormai è difficile per uno scrittore inventare una storia completamente originale...
Inoltre, in tutto il racconto non scorre una sola goccia di sangue, quindi tutti coloro che sono stati shockati dalla lettura di alcuni capitoli di Dreams possono leggerlo senza paura alcuna.

Ci tengo a specificare che i protagonisti del racconto in questione sono personaggi di fantasia e ogni riferimento a persone realmente esistenti è assolutamente casuale.

Clicca qui per scaricare il pdf!


PS: la cameriera immaginatevela cosi:
Bettie Page
rerosso ha vaneggiato alle 15:43 | link | commenti (12)
categorie: racconti
lunedì, 20 giugno 2005

Usatelo!

 
Oggi non sono in vena di sottoporvi racconti o fumetti o simili, quindi vi beccate questa foto scattata durante la mia festa di compleanno recentemente svoltasi presso l'Associazione Otium. Quello che ho in mano è il regalo di compleanno di quei pazzoidi di Angelo e Gianfranco: una scatola di preservativi con radiolina in omaggio.
Il messaggio riportato sulla confezione è "Fai l'amore con Control e senti tutto. Anche la radio".
Il mio messaggio è: Usate il preservativo, se no potreste fare dei figli come me!
Uomo avvisato...
rerosso ha vaneggiato alle 18:15 | link | commenti
categorie: blog
venerdì, 17 giugno 2005

Il perché del ReRosso

Da quando mi sono scelto questo nickname mi è spesso capitato di dover spiegare perché proprio ReRosso.
E soprattutto, la domanda più frequente: che roba è quell'avatar?
 
(cioè questo) ------------------>
 
Ebbene, oggi rivelo tutto quello che c'è dietro il nomignolo, quindi mettetevelo in testa una volta per tutte!
 
Il Re Rosso è un personaggio di un libro di Lewis Carroll, Attraverso lo Specchio (per visualizzare l'e-book dovete installare questo programma gratuito). È il personaggio con la parte più piccola, ma probabilmente più importante. Il Re Rosso è infatti colui che, sognando tutti gli altri personaggi, ne permette l'esistenza.
 
Ecco qui il brano in cui fa la sua comparsa:
 
[Alice] si frenò subito, in apprensione, all'udir come uno sbuffo di locomotiva nel bosco, accanto a lei, pur temendo invece che più probabilmente fosse una bestia feroce.
— Bazzicano dei leoni e delle tigri qui? chiese timidamente.
— È il Re Rosso che russa, — disse Tuidledum.
Onestamente Alice non poteva dir che cosa fosse. Egli aveva in testa un alto berretto rosso, con un'etichetta, e se ne stava rannicchiato quasi come in un mucchio polveroso, russando sonoramente, “quasi che la testa dovesse esplodergli”, come notò Tuidledum.
— Temo che si acchiapperà un raffreddore col dormire sull'erba umida, — disse Alice, che era una bambina assai cauta.
— Ora egli sogna, — disse Tuidledì, — e che credi che sogni?
Alice disse:
— Nessuno lo può indovinare.
— Sogna di te! — esclamò Tuidledì, battendo le mani con aria di trionfo. — E se cessasse di sognare di te, dove credi che tu saresti?
— Dove sono ora, naturalmente, — disse Alice.
— Niente affatto, — ribattè Tuidledì con tono di sprezzo; — non saresti in nessuna parte. Perchè tu sei soltanto una specie d'idea nel suo sogno.
— Se il Re si dovesse svegliare, — aggiunse Tuidledum, — tu ti spegneresti... puf!... proprio come una candela.
— Non è vero! — esclamò Alice indignata. — E poi, se io sono una specie d'idea nel suo sogno, mi piacerebbe di sapere che cosa siete voi.
— Idem, — disse Tuidledum.
— Idem, idem, — gridò Tuidledì.
E strillò tanto che Alice non potè fare a meno di dire:
— Zitto! Lo sveglierai, se fai tanto rumore.
— È inutile di parlare di svegliarlo, —; disse Tuidledum, — quando sei soltanto un'idea nel suo sogno. Sai benissimo che non sei vera
Ed ecco il Re Rosso ---->
 
Come vedete, TheDICE (che ha gentilmente creato il mio avatar) ha semplicemente riadattato e colorato questo bel disegno di Tenniel.
 
Adesso si spiegano molte cose, vero? Il motivo della presenza della parola "sogni" nel sottotitolo del blog, il titolo della mia raccolta di racconti... ma i motivi per scegliere un nickname come quello di ReRosso non si fermano qui..
Come molti di voi sanno, infatti, le mie iniziali sono R R... come quelle del Re Rosso!
E il colore rosso, oltre a essere il mio colore preferito, è anche simbolo di una certa parte politica per cui parteggio non troppo nascostamente...
rerosso ha vaneggiato alle 08:55 | link | commenti (3)
categorie: blog
giovedì, 16 giugno 2005

La leggenda dello scaccolatore folle

Oggi vi propongo questo fumetto di Vaz (sempre lui), tratto da una mia idea per un cortometraggio che aveva per titolo Pompelmo Meccanico - Come l'arancia, solo più amaro (che forse prima o poi realizzerò).
L'idea originale è leggermente diversa, Vasco la ha adattata per renderla più disegnabile, anche se secondo me le ha tolto un po' di coerenza, soprattutto nella battuta finale. Il risultato, comunque, mi ha molto soddisfatto (il che la dice lunga sui miei "gusti"...).
 
La sceneggiatura del cortometraggio prevedeva una serie di sketch di varia natura (e originalità), basati sulle avventure di un gruppo di studenti fuorisede a Bari. Il personaggio protagonista di questo fumetto era in origine un ubriacone di nome Pino, soprannominato Baffo d'Oro, che girava sempre con una busta piena di bottiglie di Peroni (chissà perché, Vasco lo ha trasformato in un suo autoritratto). Il suo ruolo nel corto era, fra le altre cose, quello di dare una sorta di "senso della vita" nel finale. Vi riporto qui sotto l'ultima sequenza della sceneggiatura di Pompelmo Meccanico:
 

PINO è seduto a terra nella cucina e sorseggia un bicchiere d’acqua. Gli altri sono visibilmente meravigliati.

NICOLA: Baffo! Ma... stai bevendo un bicchiere d’acqua!

PINO: Mmh...

VITO: Cazzo, il tuo organismo potrebbe rigettarla!

PAOLO: Pino, che cosa diavolo è successo?

PINO: Ho letto una cosa che mi ha fatto pensare. 

   Gli altri sghignazzano.

NICOLA: Leggere? Pensare?

ANTONELLA: Ma se l’unica cosa che hai letto in vita tua è la tabella dell’oculista? 

   PINO li ignora.

PINO: Avete mai provato a sentire il mare in una conchiglia?

VITO: E chi non l'ha fatto?

PINO: Vi siete mai chiesti cosa sia in realtà il rumore che sentite?

NICOLA: Non il mare?

PAOLO: Certo che no! È il vento che entra ed esce dalla conchiglia.

PINO: No: lo senti anche al chiuso.

VITO: Dovrebbe essere l’eco dei rumori dell’ambiente in cui...

PINO: Funziona anche in una stanza insonorizzata.

ANTONELLA: La radiazione cosmica di fondo!

NICOLA: Un’incrinatura nel continuum spazio-temporale!

PAOLO: Gli spiriti dei morti!

VITO: L’ultimo album delle Spice Girls!

PINO: Niente di tutto questo. La risposta è molto più banale. 

   Lascia che si crei un po’ di tensione.

PINO: Il rumore che senti è solo il rumore che fa il sangue che scorre nelle vene del tuo fottuto orecchio, amplificato dalla cassa di risonanza della conchiglia. 

   Attimo di silenzio.

NICOLA: E questa stronzata ti ha fatto pensare?

PINO: Sì. Quando ho letto questa cosa, mi sono subito chiesto: allora che senso ha tutto? Se una delle cose più poetiche che noi esseri umani siamo in grado di fare è stare ad ascoltare il nostro sangue che scorre, be’, chissà il resto che merda è! Pensate alla musica: quando ascoltate un CD, non fate altro che ascoltare un susseguirsi di 0 e di 1. Oppure, quando mangiate un piatto di pasta, state assumendo nonsoquanti grammi di carboidrati, amidi, zuccheri e grassi! Il mondo è uno schifo: siamo noi che  ci illudiamo sia un po’ meno schifoso, ascoltandoci il sangue nelle orecchie.

PAOLO: E l’acqua, che c’entra?

PINO (solleva il bicchiere): È l’unica cosa che non pretende di essere nient’altro se non quello che è: H2O con l’aggiunta di qualche schifezza cancerogena. 

   Primo Piano dell’acqua. L’inquadratura si allarga, e vediamo tutti quanti seduti per terra con l’aria afflitta, intenti nella contemplazione del bicchiere sostenuto da PINO.

 
 
 
E finalmente, ecco a voi The Dig
rerosso ha vaneggiato alle 09:10 | link | commenti (4)
categorie: fumetti
mercoledì, 15 giugno 2005

Dreams...

Dreams
 
È online la mia raccolta di racconti... Scritti quasi tutti fra il 1996 e il 1997, spaziano dallo splatter più puro e incazzato fino alla comicità più irriverente e blasfema. Incursioni di un ateo nel campo della religione, musica rock anni '60, smembramenti, amori perduti e mai ritrovati, citazioni colte e banali stereotipi. Tutto questo e molto altro nel pdf allegato.
Con una prefazione di Vasco Serafini e una postfazione di Massimo Mercuri.
 
Alcuni di questi racconti, insieme ad altri e a qualche orrenda poesia, si possono leggere anche su un mio vecchio sito di cui ho perso totalmente il controllo (ho dimenticato la password e non c'è più modo di recuperarla), e che quindi resterà online fino a quando i signori di Yahoo/Geocities non si decideranno a fare pulizia...
 
Ora non vi resta che accecare il mio occhio con un click del vostro mouse per scaricare il pdf ed entrare nello strano mondo del ReRosso adolescente...
rerosso ha vaneggiato alle 09:23 | link | commenti (13)
categorie: racconti
lunedì, 13 giugno 2005

Il primo post

Nasce il blog del ReRosso
Benvenuti o internauti in questo luogo oscenamente idiota. Il nulla più assoluto sta per assalirvi, quindi svuotate la vostra calotta cranica dei pochi neuroni rimasti e della tanta pornografia accumulata, perché nei prossimi giorni ne vedrete delle belle! Racconti al limite dell'umana decenza, cortometraggi assolutamente fuori di testa, fumetti deficienti e soprattutto tante cazzate...
rerosso ha vaneggiato alle 22:42 | link | commenti
categorie: blog